Sentierando in Brianza 2013: Storie di contadini e partigiani

Si è svolta lo scorso 30 giugno la 4a edizione di Sentierando in Brianza.

Il tema di quest’anno era molto particolare: STORIE DI CONTADINI E PARTIGIANI, racconti di episodi accaduti nel nostro territorio nel periodo 1944-45 direttamente da testimoni oculari.

Un ringraziamento particolare a Marta Picchi che ha curato la parte grafica della locandina della manifestazione.

La mostra

Ottima anteprima alla manifestazione la mostra allestita presso la Sala Civica di Cassina de’ Bracchi delle opere di Antonio Galbiati (papà di Fulvio Galbiati nostro associato), pittore di Triuggio (1922-2003) sul tema della Seconda Guerra Mondiale e della Resistenza in Brianza (tra l’altro con la raffigurazione dell’impiccagione di Gerno di un comandante dei partigiani).

La partenza

Prima di partire il tempo per un saluto di Marco Monguzzi del PLIS dei Colli Briantei, Parco in cui una buona fetta di territorio casatese (circa il 30%) è entrato a far parte dopo l’approvazione definitiva e recentissima del nuovo PGT.
Nel breve intervento la soddisfazione del risultato raggiunto e l’augurio per la buona riuscita della manifestazione a cui, per motivi familiari, non ha potuto partecipare integralmente.

Nonostante la giornata invitasse finalmente (dopo una pessima primavera) ad una gita per mari, laghi o montagne con una settantina circa di persone ci siamo trovati alla partenza. Primo obiettivo i dintorni di Cassina de’ Bracchi dove ci attendevano i primi racconti.

Per tutta la mattinata ci ha aiutato Alessandro Panzeri, autore del libro “Il Comandante Sam“,  frutto di una ricerca sulla Resistenza casatese. Sam era il nome di battaglia di Angelo Manzotti, il più famoso partigiano di Casatenovo. 

Sinteticamente Alessandro ci presenta la situazione degli “sbandati” e inquadra gli episodi che ci racconteranno i nostri testimoni nel contesto generale della Storia locale. 

I primi racconti

Spazio quindi ai primi testimoni della mattinata Piero e Gino Biffi, provenienti dalla Curt di Ruvagnàà di Cascina Bracchi, teatro di piccoli ma significativi ed emblematici episodi.
Diversi gli sbandati, tra cui il mio omonimo e zio Francesco Biffi, ricercati spesso da quel Chiarelli che reincontreremo a Valaperta.
Fughe, spari ed anche la prigione per qualche madre che si ostinava a non dare informazioni sul proprio figlio ricercato.

Una storia più complessa quella raccontata da Giuseppe (detto PinoCantù che, da piccolo, insieme alla nonna,  portava il cibo agli sbandati nascosti nei cassotti, finchè un giorno riceve l’incarico di nascondere quattro pistole nel fienile. Tutto questo a Cascina Borromeo (Cà nova) tra Valloggia e la Colombina. E il nostro Pino, con la sua famiglia, conosce la paura “vera” quando a casa sua si presentano le Brigate Nere comandate da Emilio Formigoni intimando loro di consegnare le pistole. E solo il caso e un po’ di fortuna evitano a suo padre e forse ad altri della famiglia la traduzione in Germania.

Non sono mancati anche episodi successivi alla Liberazione del 25 aprile, alcuni gioiosi ed altri piuttosto cruenti e drammatici.

Lasciati i nostri testimoni che ringraziamo calorosamente ci avviamo verso la Valle della Nava, in uno degli angoli più significativi caratterizzato dalla presenza di essenze arboree (carpini e roveri soprattutto) che lo rendono fra i più apprezzati dell’intera valle. La sosta qui e la presenza dell’Assessore all’Ecologia casatese Alfio Sironi diventa una ulteriore occasione per una breve riflessione sul significato ed il valore dell’inserimento di questa parte del territorio nel Parco dei Colli Briantei.

Sollecitiamo anche Marta Picchi che, a nome del Gruppo Valle Nava, comunica che a breve, brevissimo termine, sarà posizionato il primo pannello didattico sulla Valle della Nava che, assieme alla nostra segnaletica, servirà a evidenziare la comune volontà di tutela da parte delle nostre Associazioni e dell’Amministrazione Comunale.

Il Landriano

Proseguiamo poi verso il fondo valle e risaliamo sul versante di Valaperta facendo una deviazione verso il Landriano, un luogo molto singolare, certamente “costruito” e non autoctono, ma non per questo privo di qualità, anzi. Parecchi dei presenti non lo conoscevano e ne sono rimasti affascinati.

Qui i nostri fratelli Viganò ci accolgono con un semplice ma apprezzatissimo ristoro ed i bambini del gruppo non aspettano molto per muoversi loiberi nella vegetazione presente.

Dal Landriano a Valaperta

Terminata la sosta ci attende l’ultimo tratto del nostro percorso, ed anche il più carico di significato, quello che comunemente è definito “eccidio di Valaperta“.

Approfittiamo della favorevole posizione dominante del Landriano per farci raccontare da Alessandro Panzeri i contorni della storia, il suo contesto, con l’occhio sull’abitato di Valaperta, teatro reale di tutti gli episodi, a partire dall’uccisione, la sera del 23 ottobre 1944, per mano dei partigiani, del milite Chiarelli che stava cercando Luigi, uno degli sbandati di Valaperta, e la sua sepoltura nella valletta a sinistra dell’abitato.

La ritorsione fascista con l’incendio la sera stessa ed il mattino successivo di gran parte delle stalle e dei fienili di Valaperta con tutta la popolazione terrorizzata ed infine la fucilazione, il 03 gennaio 1945, lungo la strada che porta a Lomagna di quattro partigiani catturati nei mesi successivi all’uccisione del milite fascista.

A Valaperta

Risaliamo poi verso Valaperta dove ci attendono due ulteriori testimonianze “dirette”.

La prima, registrata, è una videointervista di Carla Sala, ora ultranovantenne e ventiduenneall’epoca dei fatti, che racconta con lucidità tutti gli episodi aiutata da alcuni appunti scritti di suo pugno pochissimi mesi dopo gli avvenimenti. Una certa emozione la coglie quando arriva all’epilogo della fucilazione quasi come se “rivivesse” ancora quei momenti. Una testimonianza molto preziosa  che ha catturato l’attenzione di tutti i presenti.

La seconda breve ed inattesa testimonianza è stata rappresentata da Faustina Fumagalli101 anni, ancora residente in Cascina che con poche ma significative affermazioni ha trasferito il dolore e la sofferenza di quei momenti e le difficoltà a gestire i bambini piccoli. Il figlio Ambrogio ci ha confermato i luoghi in cui si trovavano presumibilmente i partigiani e dove il fuoco è poi divampato.

Per chi volesse approfondire quest’episodio può trovare nelle note in fondo al post uno stralcio della tesi di laurea di Alessandro Panzeri (Il Comandante Sam) e una pubblicazione della Parrocchia di Valaperta (Di generazione in generazione) dedicate proprio all’avvenimento.

E’ intervenuto poi il rappresentante provinciale dell’ANPI Massimo Fumagalli che ha sottolineato il valore di manifestazioni come queste che valorizzano le storie “vive” della gente comune oltre al mantenimento del ricordo di questi fatti come veri pezzi di storia locale da rimandare continuamente alle generazioni future.

A chiusura della manifestazione è infine intervenuta l’Assessore alla Cultura Marta Comi che ha inquadrato correttamente la manifestazione all’interno del progetto “Non si butta via niente“, nato nel 2008 con il patrocinio del suo Assessorato (e che vede molto coinvolta la nostra Associazione) auspicando uno sviluppo sempre maggiore dello stesso replicando in diverse forme iniziative come questa.

Da parte della nostra Associazione la soddisfazione di aver contribuito a raccontare in una forma un po’ singolare, attraverso le testimonianze dirette della gente, un pezzo della nostra storia locale nella speranza che la conoscenza delle nostre radici ci possano aiutare a comprendere meglio la nostra gente, il nostro territorio ed i loro legami molto stretti.
Forse anche questo ci aiuterà a comprendere l’utilità della loro salvaguardia.


Grazie a tutti!

Un doveroso ringraziamento a tutti coloro che hanno contribuito alla manifestazione, in modo particolare a tutti i nostri testimoni ed a Alessandro Panzeri che ha coordinato le loro testimonianze, alle famiglie che ci hanno ospitato a Valaperta con l’apporto prezioso di Dino Pirovano ed un grazie, come sempre, ai nostri volontari che a vario titolo hanno consentito il corretto ed ordinato svolgersi di tutte le fasi ed ai nostri bravi fotografi dell’AFCB (Giorgio Pennati, Roberto Pirovano e Andrea Pirovano) per l’ampio fotoservizio.


Clicca qui per vedere i commenti

Ecco anche alcuni commenti raccolti sul nostro libro-presenza e in facebook:

  • Sentire queste testimonianze è un’esperienza preziosa e “indimenticabile” per noi che non abbiamo vissuto questi orrori. Grazie.
    (Luisa e Natale)
  • Davvero un ritorno alla storia che spesso dimentichiamo o non conosciamo. Ma ognuno di noi arriva da lì. E scorci di Brianza a me sconosciuti … Ma meravigliosi… Grazie di cuore!!!
    (Cristina Brivio)
  • Bellissima iniziativa, che unisce il ricordo storico e il vissuto della nostra gente.
    Bellissima mattinata.
    (Fausto Tilola)
  • Molto interessanti queste iniziative che fanno rivivere la storia dal vivo
    (Jasmina)
  • Crediamo in un futuro migliore
    (Samuele)
  • Continuate con queste iniziative, significative per tutti
    (Giulio e …..)
  • Iniziative come queste oltre ad essere necessarie per non dimenticare sono momenti di educazione alla pace.
    Grazie
    (Angela Pennati)
  • Grazie a Sentieri e Cascine!
    E’ stata una bella ed interessantissima escursione!…ed il tempo è stato finalmente dalla nostra!
    (Marta Picchi)
  • Ad iniziative ben preparate come questa (che meriterebbero certamente una partecipazione ben maggiore) andrebbero coinvolte le scuole; spero che questo possa essere previsto per il futuro!
    (Andrea Pirovano)
  • Grazie a te per la bellissima iniziativa…
    (Gianni Casiraghi)
  • Grazie a te e a tutti i componenti di sentieri e cascine per le belle proposte offerte!
    (Giorgio Beretta)

Approfondimenti

Sentierando in Brianza 2013: Storie di contadini e partigiani
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