Una mattina nella valle del Rio Molgorana

La mattina è fresca anche se non fredda, il sole gioca a nascondino fra le nubi ma fortunatamente è di più il tempo in cui tiepidamente riscalda l’aria.

Parto da Cascina Bracchi e mi dirigo verso la Valle del Molgorana.
Ci vorrebbe subito l’esperienza e la conoscenza dei miei amici Alfio Sala o Giancarlo Lissoni per riconoscere gli uccelli che si fanno vedere (non tutti) e soprattutto sentire manifestando il loro disappunto per il disturbo creato dal mio passaggio.
Riconosco merli, storni e peppole che volano a gruppi da un albero all’altro.
Anche una cinciallegra adagiata su un ramo fa bella mostra di sé.
Spero di non aver sbagliato, diversamente chiedo ad Alfio o Giancarlo di correggermi.

Proseguo lungo il sentiero ed il “solito” panorama della collina diventa molto particolare con la luce del sole che si alza alle sue spalle che rimarca e rinforza le rigature delle lavorazioni agricole effettuate prima della nevicata.
Per certi versi sembra uno scorcio di Toscana ricollocata in Brianza.

Il freddo notturno unito alle più tiepidi temperature giornaliere hanno creato le condizioni per la formazione di ghiaccio ed alcune pozzanghere sembrano variegati disegni astratti.

Anche il gelso ed i piloni dell’alta tensione alle sue spalle sembrano rappresentare il “passaggio” avvenuto da queste parti.
L’economia contadina basata in parte sulla bachicoltura ha lasciato spazio alla distribuzione di quell’energia che è ormai fonte indispensabile della nostra vita.

Nel fondovalle molte tracce di chi ha “approfittato” della nevicata per divertirsi, a piedi, con lo slittino ed anche, con qualche eccesso, da motocross.

Dall’altra parte della Valle, le immagini su Rogoredo richiamano freddi paesaggi artici.
Il paese, allontanato dal grandangolo, sembra immerso nella tundra contornato da un cielo da clima nordico.

Mi avvio ora verso la Montagnola.
Da qui i panorami si ampliano a dismisura.
Da una parte la piana di Rogoredo con Cascina Melli in bella mostra, dalla parte opposta appare Cascina Bernaga con le colline di Montevecchia dietro.
La foschia della giornata poco tersa lascia solo immaginare le nostre Prealpi con la Grigna ed il Resegone.

Le immagini sempre spettacolari di questa collina si commentano da sé.
In bella mostra il gelso solitario sul pendio, forse il più fotografato della Brianza.

Alla prossima.

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