Una mattina nel Landriano

Lascio la Valle del Rio Molgorana e mi incammino verso il Landriano percorrendo il sentiero sotto Valaperta.
Di solito da qui si gode di un panorama bellissimo con Montevecchia di fronte ed il Resegone alle spalle, ma oggi la foschia mi impedisce questa visuale.
Poco male perché comunque gli scorci, impreziositi dalla neve ancora rimasta, sono lo stesso molto affascinanti.

Dietro le balze fa capolino un tetto quasi totalmente coperto da pannelli solari termici e fotovoltaici.
Sarebbe bello se tutti facessero così, magari anche con qualche semplificazione nell’ottenimento delle necessarie autorizzazioni, ad oggi impresa tutt’altro che semplice.

In cielo mi fanno da contorno degli aerei leggeri che volano a bassa quota (ne ho contati tre diversi in mattinata) e molte cornacchie, oggi davvero numerosissime.
Anche un pettirosso curioso mi ha seguito per un po’.
Mi ha abbandonato probabilmente quando ho superato il suo territorio.

Arrivo sulla strada che conduce a Lomagna ed appare evidente il motivo per cui siamo a Valaperta, Valle Aperta od Open Valley come qualcuno ormai preferisce chiamarla.
Da una parte la splendida chiesetta della Madonna della Neve suo riferimento caratteristico…..

… dall’altra la vallata che si protrae fino alle pendici della collinetta su cui si staglia la Bernaga, una volta unita a Valaperta e Rimoldo per motivi pastorali nella Parrocchia di Maresso, e da qui si capisce il nesso.

Lascio ora il fondovalle e salgo verso il famoso Landriano, splendido angolo di questa parte di Brianza, talvolta un po’ maltrattato da qualche incivile (alcuni tronchi denotano la loro presenza) ma che riesce sempre a sorprendere.
Particolare il contrasto fra la neve (poca) ancora presente ed il filare di pini marittimi certamente inusuali.
Poco lontano qualche traccia di uccelli nella neve che lascio identificare ad Alfio o Giancarlo.

Il viale che porta alle imponenti alberature è punteggiato dai tigli potati di recente che li fanno somigliare ad un fila di guardie lasciate a custodia del posto.
Qualche cipresso a loro dirimpettai regalano un tocco di toscanità.

E da qui finalmente si scorge anche il Santuario di Montevecchia appena rischiarato da un’occhiata di un pallido sole che va e viene.
E si capisce perché i milanesi considerano Montevecchia e la sua collina uno dei più bei luoghi per le loro gite fuori porta.
Anche lo scorcio sulla Bernaga è davvero interessante.

E’ ora di rientrare.
Accompagnato ancora dalle molte cornacchie presenti attraverso il bosco che mi riporta in prossimità di Cascina Bracchi e mi ritrovo ancora una volta sotto la Cascina Bernaga, in quella che probabilmente è la sua immagine migliore con il campanile di Maresso ed il Santuario di Montevecchia che le fanno da appoggi laterali.
E con quest’immagine me ne torno a casa.

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Una mattina nel Landriano
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