Il convegno FIERA 2012: le interviste del progetto “Non si butta via niente”

PANE QUOTIDIANO: questo il titolo dell’edizione 2012 dell’annuale Convegno organizzato dalla Fiera di Rogoredo il 27 ottobre.

La nostra associazione ha partecipato in modo diretto, con la proiezione di clip prese dalle videointerviste che stiamo realizzando sui nuclei rurali nell’ambito del progetto “Non si butta via niente“.

Quello che segue è il resoconto della serata, curato da Giovanni Cogliati, conduttore del convegno stesso.


Pubblico attento e partecipe sabato sera al quinto convegno della Fiera di San Gaetano.

Il tema proposto, molto interessante e attuale e nello stesso tempo capace di suscitare ricordi ed emozioni di un tempo trascorso, era “PANE QUOTIDIANO, gusti e sapori di ieri e di oggi in Brianza”.
La finalità era quella di mettere a confronto le tradizioni e le abitudini alimentari di una volta con quelle dei giorni nostri.

Premio Brianza

La serata, come da programma, si è aperta con l’assegnazione del primo Premio Brianza agli allevatori di bovini da ingrasso che si sono distinti per la cura degli animali, per le scelte nutrizionali e per la qualità dei loro capi.
E’ un iniziativa che ha preso avvio quest’anno in collaborazione tra la Fiera di Rogoredo e la Fiera secolare della Madonna di Rogoredo di Alzate Brianza.

La graduatoria è stata stilata sommando i punteggi ottenuti dagli allevatori che hanno esposto i loro animali nelle due rassegne citate.
Tra le sei aziende partecipanti si sono classificate prime, a pari merito, la Bri-con di Rogoredo e quella di Sivano Citelli di Monza.
Aggiudicataria del terzo premio è stata l’azienda condotta da Fabrizio Bonacina di Inverigo

Presenti l’Assessore Regina Mauri e il Signor Antonio Esposito di Alzate; il Sindaco Antonio Colombo e l’Assessore Rodolfo Cogliati del Comune di Casatenovo, oltre al Presidente della Fiera San Gaetano, Angelo Sironi che hanno provveduto alla consegna dei premi, consistenti, oltre che in una somma di denaro, in una bella targa raffigurante i simboli delle due fiere (il trifoglio per la Fiera di Rogoredo, la foglia di quercia per quella di Alzate) e i paesaggi stilizzati dei rispettivi paesi.

I lavori successivi si sono articolati in tre momenti.

Alimentazione e ambiente

Luigi de Carlini, esperto di alimentazione e ambiente oltre che autore di pubblicazioni e libri sull’argomento, ha intrattenuto i partecipanti sui rischi e pericoli per la salute di una alimentazione troppo ricca, auspicando il ritorno alle consuetudini alimentari di un tempo e mettendo in guardia sulla nocività, supportata anche da alcune ricerche scientifiche, di alcuni abbinamenti che facciamo quando ci mettiamo a tavola.

Il pane di ieri

E’ stata poi la volta della presentazione di testimonianze in diretta e di videointerviste (raccolte con il supporto tecnico immancabile dei fotografi AFCB) dei nostri anziani , realizzate nell’ambito del progetto “Non si butta via niente” intrapreso dall’Associazione “Sentieri e Cascine”, in collaborazione con Brig e con il patrocinio del Comune di Casatenovo.

Dopo una premessa con un ricordo di Franco Giorgi che nel 2009 propose per il convegno un tema simile ispirandosi al libro di Enzo Bianchi IL PANE DI IERI” invitando lo stesso Abate (anche se allora non se ne fece niente la speranza e le possibilità di farlo il prossimo anno non sono del tutto tramontate)

Francesco Biffi, presidente dell’Associazione, ha presentato in un percorso ideale a cavallo del tempo e dei luoghi, attraverso il cibo, uno spaccato del mondo in cui hanno vissuto le generazioni che ci hanno preceduto, coadiuvato dalla Signora Celestina Beretta che ha efficacemente integrato i vari passi del racconto video.
Di rara bellezza e delicatezza la descrizione dell’operazione che trasformava i galli in capponi, pronti per il Natale.

Cariche di emozioni e suggestive sono state le testimonianze dei nostri anziani che hanno “conquistato” l’uditorio con i ricordi dei tempi della loro giovinezza, in alcuni casi anche di novanta anni prima.

Cibi tipici

E così abbiamo sentito parlare di “pane giallo”, pane bianco, pane delle tessere e di “scusciott”, di “busecca”, del “rito” dell’ uccisione del maiale e del completo utilizzo di ogni sua parte (senza buttare via niente, si diceva), di “cassoeula”, di polenta, di come i ragazzi si organizzavano per “il prelievo” della frutta sugli alberi, di “rùsumada”, di “torta nera” o “torta paesana”, fino alle modalità della cottura e del consumo dei gamberetti di fiumi pescati nella roggia Nava.
Qualche anziana ha ricordato il pranzo a base di spezzatino e piselli offerto nel giorno della prima Comunione dall’allora Parroco di Galgiana, Mons. Buttafava.

Erano i cibi poveri di una realtà contadina, qualche volta preparati e confezionati di nascosto o “de sfross” per sottrarsi ai rischi e alle spietate imposizioni della guerra.
Da ciascun racconto sono trasparse l’umanità, la cultura della solidarietà e la ricchezza interiore della nostra gente.

La torta nera

Sulla “torta nera” due preziosi interventi sul palco.
Il primo di Enrica Baio, prima vincitrice di un recente concorso per la migliore torta nera organizzato l’estate scorsa dall’Associazione Sant’Anna Social Club che ha illustrato la “sua” ricetta di questo gustoso e tipico dolce brianzolo, ricavato da ingredienti poveri e comuni, raccontandone la tradizione e di come ha potuto apprendere in famiglia i “trucchi” e le magie intorno alla preparazione di questa torta.
Il secondo di Renato Ornaghi, noto cultore delle tradizioni brianzole e presente in sala come spettatore.
Recente una sua intervista al Cittadino di Monza dove indicava proprio la torta paesana o torta “mich e lacc” come uno dei due elementi riconoscitivi della Brianza, emblema della trasformazione di un segno di povertà in ricchezza.
Il riutilizzo del pane secco per farlo diventare l’ingrediente base, il principale, del dolce tipico brianzolo.

I ristoratori

Infine è toccato a tre titolari di qualificate aziende di ristorazione del territorio illustrare le ricette di piatti tipici di loro produzione, ispirati alla cucina del territorio e reinterpretati alla luce dei nuovi gusti.

Il brusignone (Montesiro)

Gabriella Pennati dell’agriturismo “Il Brusignone” di Montesiro si è soffermata su “Polenta e cazzoeula”, offrendo, oltre alla descrizione degli ingredienti, tre possibili e interessanti derivazioni del temine “cazzoeula”: da “cazzù”, il mestolo usato comunemente in cucina; da casseruola, la teglia messa sul fuoco per la cottura; o, ancora più sorprendentemente, da cazzuola, l’attrezzo utilizzato dai muratori per applicare la malta, con cui indifferentemente, rigiravano il preparato di carni e verze loro offerto come pranzo al termine della costruzione dell’edificio.

Pierino Penati (Viganò)

Pier Giuseppe Penati, del ristorante “Pierino Penati” di Viganò, dopo una premessa su alcune sue particolari esperienze (fin’anche al Polo Nord) e sulle tradizioni di famiglia, ha presentato “Manzo cotto a lungo”, cibo che deriva il suo nome proprio dal tempo di cottura (fino a sei, sette ore) di un pezzo di carne pregiata.
Sulla scorta di questo metodo i suoi collaboratori si sono cimentati, con tempi di bollitura lunghissimi rispetto ai normali, anche nella preparazione di uova alla coque.
C’è stato bisogno di una infinità di esperimenti, ma alla fine i risultati sono stati sorprendenti.

Il Ronco (Garlate)

Ha concluso Giampaolo Schiavo dell’agriturismo “Il Ronco” di Garlate.
“Porri e uova” il piatto da lui raccontato.
Quali i tipi e le dimensioni dei porri utilizzati, come si accompagna l’uovo, quale cura e attenzione riservare alla preparazione, sono stati gli aspetti principali della sua narrazione.
Ha tenuto a sottolineare che molta importanza, soprattutto ai nostri tempi, si deve riservare alla presentazione del piatto.
Deve essere mangiato prima con gli occhi, ancora prima di essere inebriati dal gusto e dal profumo.
Sapore, profumo, immagine sono in ogni caso gli elementi vincenti di un piatto o di una vivanda.

Grazie!

Buona la riuscita della serata, pubblico interessato e attento.
Anche il buffet finale offerto dalla Fiera è stato molto apprezzato.
Un grazie, come sempre, agli amici dell’AFCB, preziosi e insostituibili (angeli) custodi delle nostre memorie collettive ed ai tecnici del suono (ma non solo) Davide e Simone, particolarmente preziosi in quest’edizione che hanno allestito un ottimo impianto fonico in tempo da record.

Giovanni Cogliati

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