
Un successo, ben oltre le più ottimistiche previsioni, la storia del Crocifisso di Galgiana presentata lo scorso week end in occasione della sua Festa sabato 13 e domenica 14 settembre.
Quasi un centinaio complessivamente le persone che hanno partecipato, attente e curiose, scoprendo questo frammento di storia locale che si interseca e si sovrappone a quella della Parrocchia.
Una storia antica che ha origine nel 1492. Mentre Cristoforo Colombo solcava i mari alla ricerca di terre lontane, dove ora c’è la splendida Villa Lattuada nasceva un piccolo convento di frati domenicani che, fra alterne vicende, sopravvive fino al 1785 quando l’imperatrice d’Austria, rifacendosi alla bolla di Innocenzo X, ordina la chiusura di tutti i piccoli conventi.
Il nostro crocifisso, fino ad allora custodito nel convento, trova una collocazione provvisoria da alcuni contadini di Cascina Crotta dove vi rimane per quasi un secolo.
Servì la pazienza e la lungimiranza di un prete, don Luigi Lozza, che fu parroco di Galgiana per 56 anni per portarlo, nel 1861, in parrocchia trovando lì la sua collocazione definitiva e dove lo si può tuttora ammirare in un apposito altare realizzato da un altro attivissimo parroco, Mons. Carlo Buttafava.
Un crocifisso quindi che potrebbe avere più di 500 anni: un bene “prezioso” e “testimone del tempo” che tuttora è oggetto di venerazione tra i fedeli di questa Parrocchia e non solo.
Non sono mancati aneddoti e curiosità intorno a questa storia.
La testa snodabile che, su richiesta, annuiva alle domande provocatorie dei predicatori, la proprietà della Parrocchia che passa dal convento dei domenicani all’Arcivescovado su intervento diretto di S. Carlo Borromeo.
Un prete, di famiglia agiata, nato a due passi dal Duomo che trascorre tutto il suo ministero in una minuscola parrocchia “nascosta da una fitta boscaglia” e tanto altro.
A raccontare tutto ciò Matteo Parravicini a cui ho fatto volentieri da spalla.
Qui alcune immagini della presentazione di sabato 13 settembre a cura dell’AFCB (Fulvio e Guber).
Presente anche l’attuale Parroco, Don Massimo Santambrogio, il 26o parroco dal 1582, anno in cui la Parrocchia è tornata nella Diocesi Milanese.
























