Per necessari interventi di messa in sicurezza, lo scorso 19 gennaio è stato rimosso tutto il sistema campanario della Chiesa Parrocchiale di Casatenovo.
E' per questo che nei giorni scorsi una Ditta di Genova, con l'ausilio di un'autogru ha "abbassato" tutte le campane per poter effettuari i lavori previsti sui ceppi di ghisa e di bilanciatura. Sarà anche l'occasione per una sabbiatura. Qui a fianco le foto dell'operazione.
Il 21 marzo scorso, riparate e tirate a lucido, sono ritornate e per qualche giorno il Prevosto Don Sergio ha voluto lasciarle esposte affinchè tutti potessero ammirarle prima della loro definitiva installazione sul campanile. Per tutto il periodo hanno fatto loro la guardia gli Alpini casatesi, fieri di questo compito che hanno allestito per l'occasione una tenda da campo vegliandole fino al momento del loro trasferimento sul campanile. Un grande grazie a loro da parte di Don Sergio è stato espresso al termine della cerimonia di benedizione.
Qui le immagini dell'arrivo con il relativo posizionamento e degli alpini che le hanno appunto "vegliate" per tutto il periodo dell'esposizione.
Durante questo tempo di permanenza sul sagrato la gente è accorsa numerosa per poterle osservare da vicino. Molti armati di macchine fotografiche per immortalare da vicino le "loro" campane, altri invece che si sono messi appositamente in posa per poter dire "c'ero anch'io".
In molti hanno potuto ammirare e apprezzare in tutti i loro dettagli le splendide nove campane, la più antica delle quali (il Campanone) risale al 1777 fusa da Francesco e Innocenzo Bonavilla. Altre sono del 1858 ed altre invece più recenti del 1951 e 1960. I particolari, per lo più simboli religiosi e scritte ne raccontano il significato ed in qualche caso i fregi sono di particolare fattura.
Curiose e piene di significato le scritte presenti. Ad esempio sul Campanone "Mentre si sprigionerà la voce della campana, fammi sentire la tua voce, o Signore", sulla settima "La voce del Signore nella forza, la voce del Signore nella bellezza" e sulla quarta un rassicurante "Benedici o Signore il tuo popolo".
Il 25 marzo è stata la volta della grande festa. In tanti si sono dati appuntamento sul sagrato della Chiesa, alla presenza delle autorità religiose, il prevosto Don Sergio Zambenetti in testa, e civili a partire dal Sindaco Antonio Colombo.
Prima una breve celebrazione, poi il "saluto" del Sindaco che non ha mancato di sottolineare la fondamentale presenza delle campane quale segno di continuità fra passato, presente e futuro. Infine la benedizione, una ad una, delle campane da parte di Don Sergio.
Il momento più atteso è stato però il concerto dei maestri campanari, molto apprezzato e preceduto da un'esibizione dei sagrestani locali che hanno potuto così cogliere un'occasione più unica che rara.
Si è potuto così degnamente salutare le campane che tra pochissimo ritorneranno sul campanile a "segnare" il tempo dei casatesi per altri secoli ancora.
Ed infine lunedì 26 marzo le campane sono tornate finalmente al loro posto. Una ad una, con tutte le cautele del caso, sono state rimesse in posizione ed il loro concerto accompagnerà la vita dei casatesi per altre generazioni.
Fotoservizio AFCB, in particolare Guglielmo Pennati. Infaticabile.
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